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Normativa ITS: requisiti, crediti e titoli rilasciati

Team ITS Academy Green Tech

4/6/2026

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Bandiere dell’Unione Europea sventolano davanti alla facciata di un edificio moderno in vetro e metallo.

La normativa ITS è il primo punto fermo da cui partire se vuoi capire davvero come funzionano gli Istituti Tecnologici Superiori. Dietro la sigla, infatti, non c'è solo una scuola post diploma, ma un intero impianto di leggi, decreti attuativi e atti regionali che definiscono chi può iscriversi, quali titoli si conseguono e che valore hanno sul mercato del lavoro.

Conoscere queste regole significa muoversi con consapevolezza, evitare informazioni superate e scegliere il percorso giusto con cognizione di causa.

Il quadro è cambiato profondamente negli ultimi anni. Con la Legge 15 luglio 2022, n. 99 gli ITS sono diventati ufficialmente ITS Academy, entrando a far parte del nuovo Sistema terziario di istruzione tecnologica superiore.

Da quel momento si è susseguita una raffica di provvedimenti attuativi che hanno ridisegnato requisiti di accesso, struttura dei corsi, riconoscimento dei crediti formativi e percorsi di carriera. Capire questa cornice ti aiuta a leggere ogni offerta formativa con occhio critico.

In questo articolo andremo ad approfondire insieme la normativa di riferimento in modo ordinato e leggibile. Vedremo cosa prevede la riforma del 2022, quali sono i decreti che le danno gambe, come si distingue la disciplina degli ITS da quella degli IFTS e, soprattutto, cosa cambia in concreto per te in termini di iscrizione, livello EQF e spendibilità del diploma.

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L'architettura istituzionale: garanzia di solidità e concretezza

Un aspetto fondamentale, che distingue nettamente le Fondazioni ITS Academy da altri enti formativi privati o iniziative isolate, è la loro solida architettura istituzionale. Un ITS, infatti, non nasce in modo estemporaneo, ma si fonda su una struttura complessa e vincolante stabilita rigorosamente dalla Legge 99/2022.

Per potersi costituire e operare, la normativa impone che la Fondazione riunisca obbligatoriamente e sin dal primo giorno quattro soggetti fondatori:

  • Un istituto di scuola secondaria di secondo grado (statale o paritaria) del territorio, che garantisce il raccordo con il sistema scolastico tradizionale.
  • Una struttura formativa accreditata dalla Regione.
  • Una o più imprese (o reti/consorzi di imprese) appartenenti al settore produttivo di riferimento. Le aziende non sono semplici "sponsor", ma soci attivi che co-progettano la didattica in base ai fabbisogni reali del mercato.
  • Un'Università, un dipartimento universitario o un ente di ricerca, per assicurare il rigore scientifico, l'innovazione e l'aggiornamento tecnologico di alto livello.

Questa "alleanza a quattro" imposta per legge non è una mera formalità burocratica, ma il vero motore del sistema. Garantisce che ogni percorso sia pensato, validato e gestito congiuntamente da chi fa istruzione, chi fa ricerca e chi, alla fine del biennio, assumerà i diplomati. È proprio questa base strutturale a conferire agli ITS Academy un'affidabilità unica e una totale aderenza alle dinamiche del mondo del lavoro.

Ma come nasce, nel concreto, una realtà di questo tipo? Costituire un ITS Academy non è un'operazione che si improvvisa, bensì un percorso lungo e strutturato, fatto di passaggi obbligati. Il punto di partenza è la forma giuridica indicata dalla legge, ovvero la fondazione di partecipazione, un modello misto pubblico-privato che riunisce attorno allo stesso tavolo i quattro soggetti fondatori.

Una volta costituita, la fondazione deve dotarsi di uno statuto conforme allo schema nazionale fissato dal Ministero, il documento che ne definisce missione, organi di governo e regole di funzionamento.

Il vero spartiacque, però, è l'accreditamento. Prima ancora di poter attivare un solo corso, l'ente deve superare una verifica rigorosa che ne certifichi requisiti e standard minimi, dalla qualità del progetto formativo alla solidità della rete di imprese partner. In questo cammino la Regione ha un ruolo di primo piano, perché programma l'offerta sul territorio e riconosce ufficialmente la fondazione.

Solo al termine di questo iter, che più avanti vedremo regolato nel dettaglio dai decreti attuativi del 2023, una Fondazione ITS Academy può dirsi pienamente operativa. Cosa significa per te? Che quando un istituto apre le iscrizioni, ha già dimostrato di rispondere a criteri severi di qualità e affidabilità.

2

Cosa si intende per normativa ITS

Quando si parla di normativa ITS si intende l'insieme di leggi, decreti ministeriali, DPCM e atti regionali che disciplinano gli Istituti Tecnologici Superiori, dalla loro costituzione come fondazioni fino al rilascio del diploma di tecnico superiore. Il fulcro di tutto è la Legge 99/2022, attorno alla quale ruotano i numerosi decreti attuativi che ne hanno reso operative le previsioni.

Questa cornice stabilisce gli elementi che toccano direttamente lo studente, come il monte ore dei percorsi, l'obbligo di tirocinio formativo, la corrispondenza con il Quadro europeo delle qualifiche e le modalità di certificazione delle competenze.

C'è poi un dettaglio che spesso genera confusione. La normativa è il prodotto di un percorso lungo, iniziato alla fine degli anni Novanta e arrivato a maturazione solo di recente.

Per questo motivo capita di trovare ancora la vecchia denominazione "Istituti Tecnici Superiori" accanto a quella nuova di "Istituti Tecnologici Superiori": stiamo parlando della stessa realtà, semplicemente fotografata in due fasi diverse della sua evoluzione legislativa.

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La Legge 99/2022 e la riforma del sistema ITS

La Legge 15 luglio 2022, n. 99, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 173 del 26 luglio 2022, è l'atto che ha riscritto le regole del gioco. Il suo titolo è già un manifesto: "Istituzione del Sistema terziario di istruzione tecnologica superiore". Con i suoi sedici articoli, questa legge ha dato al settore un'architettura organica, finalmente paragonabile a quella di altri Paesi europei come Germania e Francia.

La finalità dichiarata è ambiziosa. Si vuole promuovere l'occupazione, in particolare quella giovanile, e rafforzare le condizioni per lo sviluppo di un'economia ad alta intensità di conoscenza. Non a caso la riforma si inserisce nella Missione 4, Componente 1 del PNRR, finanziata con le risorse del programma Next Generation EU, che ha puntato proprio sul potenziamento della formazione terziaria professionalizzante.

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Cosa cambia con la riforma degli ITS Academy

La prima novità che salta all'occhio riguarda il nome. Non più "Istituti Tecnici Superiori" ma "Istituti Tecnologici Superiori", con l'aggiunta del marchio ITS Academy. Può sembrare un dettaglio di facciata, in realtà non lo è affatto. Il cambio di denominazione vuole sottolineare che questi percorsi formano professionisti capaci di governare le tecnologie, e non semplicemente di utilizzarle.

La seconda novità è strutturale e va dritta al cuore dell'offerta formativa. La legge introduce una biforcazione a forcella, una vera e propria "Y", che separa i percorsi in due livelli distinti del Quadro europeo delle qualifiche. Da un lato i percorsi biennali di quinto livello EQF, dall'altro quelli triennali di sesto livello EQF, attivati questi ultimi solo per specifiche figure professionali.

A completare il quadro arriva il riordino delle aree tecnologiche e il ruolo sempre più centrale delle imprese. La riforma rafforza infatti il legame tra scuola e tessuto produttivo, prevedendo che almeno il 50 per cento del corpo docente provenga dal mondo del lavoro e delle professioni. È questa contaminazione tra aula e azienda a rendere il modello così efficace in termini di occupabilità.

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La struttura dei percorsi tra V e VI livello EQF

Veniamo ora al cuore operativo della normativa, ossia come sono fatti i corsi. I percorsi biennali hanno una durata complessiva di 1.800 ore e portano al quinto livello EQF, mentre i percorsi triennali raggiungono le 3.000 ore e corrispondono al sesto livello EQF. In entrambi i casi l'attività didattica è organizzata in semestri, secondo una scansione modulare pensata per integrare teoria e pratica.

Un elemento che la legge considera irrinunciabile è il tirocinio. Lo stage in azienda è obbligatorio e copre tra il 30 e il 35 per cento del monte ore complessivo, una quota tutt'altro che marginale che spesso si concentra nel secondo anno di corso. Non solo: i tirocini possono svolgersi anche all'estero, aprendo così la strada a esperienze di mobilità internazionale che arricchiscono il curriculum.

Accanto allo stage tradizionale, la normativa contempla anche la formula dell'apprendistato di alta formazione e ricerca, disciplinato dal Decreto legislativo 81/2015. Questa opzione, disponibile già dal primo anno, consente di studiare e lavorare contemporaneamente con un contratto vero e proprio. Si tratta di una possibilità da non confondere con lo stage, perché qui parliamo di un rapporto di lavoro a tutti gli effetti.

Nel caso specifico di ITS Academy Green Tech, fondazione piemontese specializzata nell'area dell'efficienza energetica, i percorsi sono tutti biennali, gratuiti e articolati sulle 1.800 ore previste dalla normativa, ripartite in 1.100 ore d'aula e 700 di stage presso le aziende partner del territorio. Un impianto che rispecchia in pieno lo spirito della riforma.

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I decreti attuativi della normativa ITS

Una legge, da sola, non basta a far funzionare un sistema così complesso. Servono i decreti attuativi, ed è proprio qui che la riforma ha trovato la sua concretezza. Tra la primavera e la fine del 2023, infatti, il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha emanato una lunga serie di provvedimenti, quasi tutti adottati entro il 31 dicembre 2023 per rispettare le milestone del PNRR. Vediamoli raggruppati per funzione, così da non perdersi nella sequenza dei numeri.

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Governance e accreditamento delle Fondazioni ITS Academy

Il primo blocco di decreti riguarda la struttura e il controllo del sistema. Il DM 87 del 17 maggio 2023 ha definito costituzione e funzionamento del Comitato Nazionale ITS Academy, l'organismo di consulenza e proposta presso il Ministero. A stretto giro è arrivato il DM 89/2023, con lo schema di statuto nazionale a cui ogni Fondazione di partecipazione deve attenersi.

Il passaggio più delicato è però quello dell'accreditamento. Il DM 191 del 4 ottobre 2023 ha fissato i requisiti e gli standard minimi per il riconoscimento degli ITS Academy, condizione indispensabile per accedere al Sistema terziario, oltre ai presupposti per la sospensione e la revoca. A questo si aggiunge il DM 217/2023, che disciplina le deroghe per autorizzare un istituto a operare in una o più aree tecnologiche anche in presenza di altri ITS attivi nella stessa regione.

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Aree tecnologiche e figure professionali nazionali

Come ben saprai, ogni ITS Academy si caratterizza per il riferimento a una precisa area tecnologica. A definirle in dettaglio ci ha pensato il DM 203 del 20 ottobre 2023, che individua le aree tecnologiche nazionali, le figure professionali di riferimento e gli standard minimi delle competenze tecnico-professionali. Con la riforma le aree sono salite a dieci, contro le sei del vecchio ordinamento, includendo ambiti strategici come energia, mobilità sostenibile, sistema casa e tecnologie dell'informazione.

A integrare il quadro è intervenuto il DPCM del 29 dicembre 2023, dedicato alle figure professionali dei nuovi percorsi di sesto livello EQF e alle tabelle di corrispondenza con i percorsi di laurea. Per una realtà come ITS Academy Green Tech, collocata nell'area dell'efficienza energetica e della transizione ecologica, questi provvedimenti sono particolarmente rilevanti perché definiscono nero su bianco il profilo dei tecnici in uscita, dall'Energy Manager al Tecnico impianti energetici, fino al Building Manager dell'edilizia sostenibile.

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Prove finali, diplomi e monitoraggio dei percorsi

Cosa succede al termine del biennio? Anche su questo la normativa è precisa. Il DM 88 del 17 maggio 2023 stabilisce criteri e modalità delle prove di verifica finale, la composizione delle commissioni e, soprattutto, i modelli del diploma di specializzazione per le tecnologie applicate e del diploma di specializzazione superiore. Lo stesso decreto introduce il modello EUROPASS diploma supplement, il documento che rende il titolo leggibile in tutta l'Unione Europea.

Sul fronte del controllo qualità si muovono invece il DM 227/2023, che istituisce l'Anagrafe nazionale degli studenti iscritti, e i DM 228 e 229 del 30 novembre 2023, dedicati rispettivamente agli indicatori dei percorsi di quinto livello e al Sistema nazionale di monitoraggio e valutazione. Il Decreto interministeriale 235/2023 completa il discorso con gli indicatori relativi al sesto livello EQF. In sostanza, niente è lasciato al caso.

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Il Fondo per l'istruzione tecnologica superiore

La Legge 99/2022 ha previsto l'istituzione del Fondo per l'istruzione tecnologica superiore, le cui regole generali sono state fissate a fine 2023. Oggi questo meccanismo è a regime: il Ministero ripartisce le risorse strutturali ogni anno con appositi decreti, premiando in particolare le Fondazioni ITS con i migliori tassi di occupazione (dati INDIRE). A questi fondi nazionali si aggiungono i fondi europei FSE+ (2021-2027).

Non possiamo poi dimenticare la spinta straordinaria del PNRR: un investimento eccezionale che, chiudendo il suo ciclo proprio in questo 2026, ha garantito negli ultimi anni stanziamenti per oltre 700 milioni di euro, permettendo agli ITS di dotarsi di laboratori 4.0 di primissima fascia.

Tutte queste risorse, però, non arrivano direttamente alle Fondazioni, ma passano attraverso le Regioni. Attraverso bandi e direttive annuali, sono gli enti regionali a gestire la programmazione e a ripartire i fondi. È un meccanismo importante da tenere a mente, perché spiega per quale motivo le condizioni economiche per gli studenti (come la gratuità del corso o l'accesso alle borse di studio) possano variare da un territorio all'altro."

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La fase transitoria della riforma

Una riforma di questa portata non poteva entrare a regime dall'oggi al domani. Per questo il DM 259 del 30 dicembre 2023 ha disciplinato la fase transitoria, della durata di tre anni dall'entrata in vigore della Legge 99/2022. Il decreto stabilisce quali aspetti della nuova disciplina trovano applicazione immediata, dalle prove di verifica finale all'accreditamento delle fondazioni già costituite, e quali invece seguono una tempistica graduale. È la cerniera che collega il vecchio e il nuovo ordinamento senza creare vuoti normativi.

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L'evoluzione della normativa ITS dal 1999 a oggi

Per capire davvero il presente, conviene fare un passo indietro. La storia della normativa ITS comincia con la Legge 17 maggio 1999, n. 144, il cui articolo 69 ha posto le basi dell'istruzione post secondaria non universitaria in Italia, istituendo il sistema dell'Istruzione e Formazione Tecnica Superiore (IFTS). È da qui che parte tutto.

Il passaggio dagli IFTS ai primi Istituti Tecnici Superiori matura tra la Legge finanziaria 2007 (Legge 296/2006) e la Legge 40/2007, che introduce i poli tecnico-professionali. Ma è il DPCM del 25 gennaio 2008 a segnare la vera svolta, definendo le linee guida per la riorganizzazione del sistema e la costituzione degli ITS così come li abbiamo conosciuti per oltre un decennio.

Negli anni successivi il quadro si arricchisce progressivamente. La Legge 107 del 2015, la cosiddetta "Buona Scuola", prevede nuove linee guida di semplificazione e promozione, mentre la Legge di Bilancio 2019 (Legge 145/2018) stabilizza alcuni finanziamenti. Il punto di arrivo, come abbiamo visto, è la Legge 99/2022, seguita da provvedimenti recentissimi come il Decreto-legge 160 del 2024, che ha aperto al sostegno dell'internazionalizzazione attraverso il "Progetto Mattei". Un cammino lungo, insomma, ma con una direzione chiara.

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Normativa ITS e IFTS, cosa cambia tra i due sistemi

Arrivato a questo punto, una domanda sorge spontanea: che differenza c'è tra ITS e IFTS sul piano normativo? La confusione è comprensibile, perché i due sistemi condividono la stessa origine e operano entrambi nel campo della formazione tecnica post diploma. Eppure le differenze sono nette e radicate in fonti normative diverse.

Gli IFTS trovano il loro fondamento nell'articolo 69 della Legge 144/1999 e si configurano come percorsi più brevi, della durata di almeno 800 ore, che rilasciano un certificato di specializzazione tecnica superiore corrispondente al quarto livello EQF. Gli ITS Academy, invece, sono disciplinati dalla Legge 99/2022 e offrono percorsi ben più strutturati, di quinto o sesto livello EQF, con il rilascio di un vero e proprio diploma di tecnico superiore.

Per fissare le idee, prova a tenere a mente le coordinate essenziali di ciascun sistema. Sul piano della fonte normativa, l'ITS Academy nasce dalla Legge 99/2022 mentre l'IFTS affonda le radici nell'articolo 69 della Legge 144/1999. Cambia di conseguenza la durata, perché un percorso ITS dura due anni (1.800 ore) o tre anni nei casi di sesto livello (3.000 ore), laddove un corso IFTS si esaurisce in circa sei mesi con almeno 800 ore. Diverso è anche il titolo rilasciato: l'ITS porta a un diploma di tecnico superiore, l'IFTS a un certificato di specializzazione tecnica superiore. Ne deriva, infine, un differente posizionamento nel Quadro europeo delle qualifiche, con gli ITS Academy collocati al quinto o sesto livello EQF e gli IFTS al quarto, segno di una profondità formativa più strutturata nel primo caso e più rapida e operativa nel secondo.

Nota bene: i due sistemi non sono in concorrenza, ma profondamente complementari. La stessa normativa, infatti, prevede che il certificato IFTS possa fungere da requisito di accesso agli ITS Academy per chi non possiede un diploma quinquennale ma ha completato un percorso quadriennale di Istruzione e Formazione Professionale. In pratica, l'IFTS può diventare il trampolino che ti porta dritto verso un ITS.

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Requisiti di accesso previsti dalla normativa ITS

Veniamo ora a uno degli aspetti che probabilmente ti interessa di più, ossia chi può effettivamente iscriversi. La normativa stabilisce con chiarezza i requisiti di accesso ai percorsi degli ITS Academy. Il requisito principale è il possesso di un diploma di istruzione secondaria superiore, la classica maturità quinquennale, indipendentemente dall'indirizzo di provenienza.

Esiste però anche una via alternativa, pensata per non escludere chi proviene dalla formazione professionale. Chi è in possesso di un diploma quadriennale di Istruzione e Formazione Professionale può accedere a condizione di aver conseguito anche un certificato IFTS di almeno 800 ore. È il ponte normativo tra i due sistemi di cui parlavamo poco fa.

A questi requisiti formali si aggiungono alcune condizioni operative. L'iscrizione non è automatica, perché è prevista una selezione di accesso che valuta motivazione, attitudini e coerenza della scelta. Inoltre la programmazione è di competenza regionale, motivo per cui possono variare soglie e dettagli da una fondazione all'altra.

Nel caso di ITS Academy Green Tech, ad esempio, i percorsi sono rivolti ai residenti in Italia con diploma quinquennale, con una priorità di accesso riservata agli under 35 e con possibilità di partecipazione anche per cittadini UE ed extra UE in regola con il permesso di soggiorno.

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Crediti, titoli e valore legale del diploma ITS

E veniamo al punto che fa la differenza nella vita reale, ovvero cosa vale concretamente il titolo che ottieni. Il diploma di tecnico superiore rilasciato dagli ITS Academy è un diploma statale con piena validità legale nazionale, riconosciuto dal Ministero dell'Istruzione e del Merito e corredato dal già citato EUROPASS diploma supplement per la spendibilità in tutta l'Unione Europea.

Sul fronte dei crediti formativi, la normativa apre una porta importante verso l'università. Chi consegue un diploma ITS può infatti ottenere il riconoscimento dei CFU acquisiti ai fini di una laurea di primo livello, accorciando di fatto la durata del percorso accademico. ITS e università, insomma, non si escludono affatto, tanto che proseguire con la laurea dopo l'ITS è una possibilità concreta: il DM 247 del 19 dicembre 2023 ha proprio disciplinato i criteri per i passaggi tra i percorsi formativi ITS e i corsi di laurea a orientamento professionalizzante.

Anche il versante dei concorsi pubblici offre prospettive concrete. Il titolo è valido per l'accesso ai concorsi, compresi quelli per Insegnante Tecnico-Pratico (ITP): il Decreto interministeriale 246/2023 ha infatti definito la tabella di corrispondenza tra i titoli ITS e le classi di concorso, con una riserva di posti dedicata. Si tratta di uno sbocco professionale spesso sottovalutato ma di grande interesse.

Un capitolo a parte meritano le professioni regolamentate, dove serve attenzione perché il quadro è sfumato. Per la professione di Geometra, ad esempio, il diploma ITS biennale è riconosciuto come equivalente al tirocinio professionale (il cosiddetto praticantato) ai fini dell'accesso all'esame di Stato, ai sensi dell'articolo 55, comma 3, del DPR 328/2001 (impianto oggi confermato dalla Legge 99/2022).

Attenzione però: questo vale solo a condizione di possedere anche lo specifico diploma di maturità tecnica, e non comporta l'accesso diretto all'albo.

Un discorso a sé, e più delicato, riguarda invece il Perito industriale, perché qui il quadro è cambiato di recente. Con la chiusura del periodo transitorio previsto dalla Legge 89/2016, terminato il 31 dicembre 2024, l'unico titolo che dà accesso all'esame di Stato per l'abilitazione è ormai la laurea, triennale o professionalizzante. Questo significa che il diploma ITS, di quinto o di sesto livello EQF, non è di per sé sufficiente per l'iscrizione all'albo e per l'esercizio della libera professione.

Non si tratta però di un vicolo cieco. Il diploma ITS conserva un valore concreto anche su questo fronte, perché i crediti formativi acquisiti possono essere riconosciuti nel percorso verso una laurea professionalizzante, ovvero proprio quel titolo che apre poi le porte dell'albo. In altre parole, l'ITS può diventare un passaggio intermedio verso la qualifica richiesta, non un'alternativa a essa. Resta valido, infine, il fatto che il diploma biennale di quinto livello consente già di svolgere numerose attività professionali nell'area tecnologica dell'energia, come previsto dal DM 37/08.

Tutto questo si traduce in numeri occupazionali di assoluto rilievo. Secondo l'ultimo monitoraggio nazionale realizzato da INDIRE, l'84 per cento dei diplomati ITS trova lavoro entro un anno dal conseguimento del titolo, e nel 93 per cento dei casi si tratta di un'occupazione coerente con il percorso di studi: un risultato che pochi altri percorsi formativi possono vantare. In Piemonte la percentuale sale all'87 per cento, un dato sopra la media nazionale che conferma la solidità del sistema sul territorio. ITS Academy Green Tech, dal canto suo, si spinge oltre, con una quota di diplomati occupati pari al 97 per cento e prospettive di stipendio e di carriera altrettanto interessanti.

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La normativa ITS a livello regionale, il caso del Piemonte

C'è un aspetto che la normativa lascia volutamente aperto, ed è quello territoriale. La Legge 99/2022 affida infatti alle Regioni un ruolo decisivo: sono loro a occuparsi della programmazione dell'offerta, del recepimento dei requisiti di accreditamento e, soprattutto, della ripartizione dei finanziamenti tra i singoli istituti. Questo significa che alcune condizioni concrete dipendono direttamente dal territorio in cui studi.

L'esempio più evidente riguarda i costi, ovvero quanto si paga davvero per un corso ITS. La gratuità totale dei corsi non è un dato valido ovunque allo stesso modo, ma dipende dalle scelte di ciascuna Regione. In Piemonte, grazie al finanziamento regionale e al Fondo Sociale Europeo (FSE), i percorsi sono completamente gratuiti per lo studente, mentre in altre regioni potrebbe essere previsto un contributo di iscrizione. È una differenza tutt'altro che trascurabile quando valuti dove formarti.

Proprio in questo contesto si colloca ITS Academy Green Tech, riferimento per la formazione ITS in Piemonte nei settori dell'energia verde e del green tech, dall'edilizia sostenibile alla transizione ecologica. Tutti i suoi percorsi sono interamente gratuiti, un vantaggio reso possibile dalla cornice regionale e dalla solida rete di aziende partner del territorio. La normativa nazionale fissa le regole, ma è sul territorio che queste prendono forma concreta.

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Normativa e internazionalizzazione degli ITS Academy

L'internazionalizzazione rappresenta un pilastro strategico per il sistema ITS, e la normativa lo riconosce sempre più apertamente. A livello nazionale, il Decreto-legge 160 del 2024 ha introdotto forme di finanziamento dedicate all'apertura internazionale degli ITS Academy, inserendola nel solco del "Progetto Mattei" di cooperazione internazionale. Ma se le direttive nazionali disegnano la cornice, il vero motore strutturale della mobilità europea resta il programma Erasmus+, lo strumento che finanzia i tirocini formativi degli studenti all'estero e favorisce lo scambio e l'aggiornamento dei saperi tra i docenti.

In questo scenario il Piemonte ha assunto un ruolo pionieristico, facendo della mobilità transnazionale una priorità strutturale per i propri ITS. Le strategie di sviluppo delle Fondazioni devono oggi integrarsi esplicitamente con le politiche regionali per la mobilità transnazionale, sostenute da appositi atti di indirizzo e da risorse dedicate. [VARIANTE BLINDATA: In particolare, la Delibera di Giunta regionale n. 2-803 del 24 febbraio 2025 disciplina l'atto di indirizzo sulla mobilità transnazionale per il periodo 2025-2028 e finanzia anche i tirocini all'estero degli allievi ITS nei Paesi aderenti a Erasmus+.] [VARIANTE COMPLETA, se confermi i riferimenti: Come previsto dall'Atto di Indirizzo regionale per la Formazione Tecnica Superiore, queste strategie si integrano oggi con le politiche per la mobilità transnazionale sancite dalla DGR 2-803/2025 e dalla recente D.D. 112/2026.]

Questo forte indirizzo politico regionale si sposa con le opportunità aperte dal Trattato del Quirinale del 2021. Sfruttando la vocazione frontaliera del territorio, l'accordo bilaterale tra Italia e Francia sta agevolando la creazione di collaborazioni strutturate tra le Fondazioni ITS italiane e i Campus des Métiers et des Qualifications (CMQ) francesi, con l'obiettivo di dare vita a veri e propri centri di eccellenza professionale italo-francesi.

È esattamente in questa intersezione tra politiche regionali, fondi europei e alleanze bilaterali che si inserisce l'impegno di ITS Academy Green Tech con il progetto InterBITS 2, finanziato dal programma ALCOTRA Italia-Francia. L'iniziativa punta ad armonizzare l'offerta formativa degli ITS piemontesi con quella dei BTS d'Oltralpe, favorendo la mobilità professionale transfrontaliera dei tecnici in uscita, in stretta sinergia con partner accademici di rilievo come l'Aix-Marseille Université.

18

Cosa ricordare sulla normativa ITS

Districarsi nella normativa ITS non è semplice, ma adesso hai a disposizione una mappa chiara per orientarti.

Riassumendo i punti che contano davvero: la Legge 99/2022 è il perno dell'intero sistema, i decreti attuativi del 2023 ne traducono i principi in regole operative, il rapporto con gli IFTS è di complementarità e non di concorrenza, e il diploma di tecnico superiore offre un valore legale concreto tra crediti universitari, concorsi pubblici e sbocchi professionali.

C'è poi una verità che la normativa rende evidente, ovvero che requisiti, costi e opportunità prendono forma diversa a seconda del territorio. Per questo il modo migliore per trasformare le regole in scelte concrete è confrontarti con chi opera ogni giorno in questo mondo.

Se vuoi capire come la normativa si applica a un percorso reale nel settore green, ti consigliamo di approfondire l'offerta formativa di ITS Academy Green Tech e di richiedere un orientamento personalizzato.

Qual è il percorso più adatto al tuo futuro? Scoprirlo è il primo passo per partire con il piede giusto.

INDICE

1
L'architettura istituzionale: garanzia di solidità e concretezza
2
Cosa si intende per normativa ITS
3
La Legge 99/2022 e la riforma del sistema ITS
4
Cosa cambia con la riforma degli ITS Academy
5
La struttura dei percorsi tra V e VI livello EQF
6
I decreti attuativi della normativa ITS
7
Governance e accreditamento delle Fondazioni ITS Academy
8
Aree tecnologiche e figure professionali nazionali
9
Prove finali, diplomi e monitoraggio dei percorsi
10
Il Fondo per l'istruzione tecnologica superiore
11
La fase transitoria della riforma
12
L'evoluzione della normativa ITS dal 1999 a oggi
13
Normativa ITS e IFTS, cosa cambia tra i due sistemi
14
Requisiti di accesso previsti dalla normativa ITS
15
Crediti, titoli e valore legale del diploma ITS
16
La normativa ITS a livello regionale, il caso del Piemonte
17
Normativa e internazionalizzazione degli ITS Academy
18
Cosa ricordare sulla normativa ITS
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Normativa ITS: requisiti, crediti e titoli rilasciati

Una guida semplice alla normativa ITS Academy: scopri cosa prevede la Legge 99/2022 e come funzionano iscrizione, crediti e titoli rilasciati.

4/6/2026

Studentessa in aula informatica durante un percorso universitario o un corso ITS.Corsi

ITS o università: guida alla scelta tra formazione tecnica e accademica

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28/5/2026

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Iscrizione agli ITS: requisiti, bando e come iscriversi passo passo

Vuoi iscriverti a un ITS ma non sai da dove iniziare? Scopri requisiti, bando, documenti, selezione e passaggi decisivi per candidarti nel modo giusto.

30/4/2026