Stai per concludere le superiori e ti trovi davanti a una delle decisioni più importanti dei tuoi anni di studio: ITS o università? È una domanda che ricorre in migliaia di famiglie ogni anno, e la risposta non è mai scontata. ITS Academy e università sono due realtà formative con strutture profondamente diverse, nate per rispondere a esigenze differenti. Non sono la stessa cosa con un'etichetta diversa, ma due modi distinti di costruire il tuo futuro professionale.
Da un lato l'università, con la sua tradizione accademica consolidata e la sua impostazione teorica. Dall'altro gli ITS Academy, sistema riformato dalla Legge 99/2022 e cresciuto fortemente negli ultimi anni come alternativa post-diploma orientata al lavoro. Due percorsi validi, ma con logiche, tempi e obiettivi che vale la pena conoscere prima di scegliere.
Qui arriva il punto più importante, quello da tenere a mente per tutta la lettura: non esiste un percorso migliore o peggiore in assoluto. Il percorso giusto è quello che si allinea alle tue caratteristiche, al tuo approccio allo studio e ai tuoi obiettivi personali e professionali. Chi cerca una classifica con un vincitore unico parte già con la domanda sbagliata.
Ed è proprio qui che entra in gioco questa guida. L'obiettivo non è convincerti che un'opzione sia superiore, ma aiutarti a scegliere il percorso più adatto a te, identificando e distinguendo con chiarezza le caratteristiche principali di ITS e università. Troverai un confronto puntuale, dati di occupazione ufficiali tratti dai report di INDIRE e AlmaLaurea, riferimenti normativi precisi e un framework decisionale in cinque domande pensato per applicare tutto al tuo caso concreto.
Se stai già esplorando il panorama dei percorsi alternativi all'università che si sono affermati negli ultimi anni, questa guida ti aiuterà a confrontarli con il percorso accademico tradizionale. Una premessa importante: i due percorsi non sono alternative rigide. Spesso si combinano, e questa flessibilità è uno degli aspetti meno raccontati ma più utili da conoscere.
ITS o università: la differenza in poche righe
Se hai poco tempo e vuoi un'idea immediata, ecco la sintesi. L'ITS è un percorso biennale post-diploma altamente specializzato, con almeno il 30-35% delle ore svolte in azienda e un titolo di V livello EQF riconosciuto in tutta l'Unione Europea. L'università è il percorso accademico tradizionale, articolato in triennale e magistrale, con un'impostazione più teorica e una formazione multidisciplinare ad ampio raggio.
Le differenze chiave si possono riassumere in pochi punti essenziali. Sul fronte della durata, l'ITS dura due anni (raramente tre), mentre l'università richiede tre anni per la laurea triennale a cui si aggiungono altri due per la magistrale.
L'approccio didattico è radicalmente diverso: l'ITS punta sul learning-by-doing con un metodo pratico ed esperienziale, mentre l'università segue un'impostazione teorica e multidisciplinare. Lo stage è obbligatorio per legge negli ITS ed è curricolare, il che significa che fa parte integrante del percorso di studio. Parliamo di almeno il 30-35% delle ore complessive, ovvero circa 600-700 ore in azienda: in pratica un periodo di sei mesi di esperienza sul campo, vissuta come un vero e proprio lavoro. Nei corsi di laurea, invece, il tirocinio ha durata variabile e spesso molto più contenuta, quando previsto.
Anche sul versante economico le distanze sono notevoli. In Piemonte i percorsi ITS sono completamente gratuiti grazie al finanziamento regionale, mentre l'università prevede tasse di iscrizione variabili in base all'ISEE familiare. Sul fronte dell'occupazione a un anno dal titolo conviene confrontare rilevazioni che fotografano lo stesso arco temporale. Il monitoraggio nazionale INDIRE 2024 registra oltre l'87% di diplomati ITS occupati a un anno dal diploma, mentre il rapporto AlmaLaurea 2024, riferito allo stesso periodo, indica un tasso di occupazione del 74,1% per i laureati di primo livello (triennale) e del 75,7% per quelli di secondo livello (magistrale), sempre entro un anno dal conseguimento del titolo. Infine il titolo: gli ITS rilasciano il Diploma di Tecnico Superiore di V livello EQF, l'università una laurea di VI o VII livello EQF a seconda che si tratti di triennale o magistrale.
C'è poi un dato che merita di essere isolato, perché racconta una forza tutta dell'ITS: l'inserimento non è soltanto rapido, è anche mirato. Sempre secondo l'INDIRE 2024, il 93,8% dei diplomati occupati svolge un lavoro coerente con il percorso di studi seguito, a riprova di una formazione progettata sulle reali esigenze delle aziende. Tieni presente però che una sintesi, per quanto utile, non basta a decidere. Le sfumature contano, e nei prossimi paragrafi le vediamo una per una.
Cosa sono gli ITS Academy: la formazione tecnica di eccellenza
Gli ITS Academy sono Istituti Tecnologici Superiori, scuole di eccellenza ad alta specializzazione tecnologica che fanno parte del sistema terziario di istruzione tecnologica superiore. Si collocano al di fuori del circuito universitario tradizionale ma con esso dialogano, e sono stati ridefiniti e potenziati dalla Legge 99 del 15 luglio 2022, che ha introdotto la denominazione attuale e ha riorganizzato il sistema in 10 aree tecnologiche nazionali.
La forma giuridica è quella della Fondazione di partecipazione a modello misto pubblico-privato, una struttura che riunisce scuole, università, imprese, centri di ricerca scientifica e tecnologica ed enti locali. Questo legame diretto con il tessuto produttivo è la prima differenza sostanziale rispetto all'università: gli ITS nascono già "agganciati" al mondo del lavoro, non per scelta successiva ma per costruzione normativa.
Le 10 aree tecnologiche previste dalla Legge 99/2022 coprono settori strategici come l'energia e l'efficienza energetica, la mobilità sostenibile, la chimica e le nuove tecnologie della vita, il sistema agroalimentare, il sistema casa e ambiente costruito, la meccatronica, il sistema moda, i servizi alle imprese, le tecnologie per i beni culturali e il turismo, e infine l'ICT. Se ti interessa approfondire come funziona l'intero sistema, abbiamo dedicato una guida completa agli Istituti Tecnologici Superiori che entra nel dettaglio normativo e organizzativo.
ITS Academy Green Tech fa parte della Rete Nazionale degli ITS dell'area Efficienza Energetica, un network di 17 fondazioni distribuite in 15 regioni italiane che condividono l'obiettivo di formare tecnici qualificati nei settori della transizione ecologica.
Cos'è l'università: il percorso accademico tradizionale
L'università è il sistema di formazione superiore tradizionale italiano, organizzato in atenei pubblici e privati riconosciuti dal Ministero dell'Università e della Ricerca. La sua struttura segue il modello cosiddetto "3+2": una laurea triennale di primo livello, seguita eventualmente da una laurea magistrale di due anni, con la possibilità di proseguire con master di primo o secondo livello, scuole di specializzazione e dottorati di ricerca.
L'impostazione didattica è prevalentemente accademica e teorica. I corsi sono articolati in CFU (Crediti Formativi Universitari), con esami scritti e orali, lezioni frontali, seminari e laboratori teorici. Il piano di studi tipicamente comprende non solo le materie caratterizzanti della disciplina scelta, ma anche insegnamenti di base che ampliano la formazione: un futuro ingegnere energetico studierà matematica e fisica generale, un futuro architetto storia dell'architettura, e così via.
Questo approccio multidisciplinare ha un valore preciso. L'università non si propone tanto di insegnarti un mestiere specifico, quanto di costruire una base culturale e metodologica solida su cui sviluppare in autonomia competenze professionali successive. È un investimento di lungo periodo, che richiede pazienza e capacità di astrazione. Al termine, ottieni un titolo riconosciuto a VI livello EQF (per la laurea triennale) o VII livello EQF (per la magistrale), spendibile a livello internazionale.
C'è però un aspetto che molti studenti ignorano: per diverse professioni la laurea, da sola, non basta a renderti un professionista a tutti gli effetti. Serve superare un esame di Stato, che rilascia l'abilitazione all'esercizio della professione e apre l'iscrizione all'albo.
È il caso, per esempio, di ingegneri e architetti: al titolo accademico va affiancato questo passaggio obbligatorio prima di poter firmare progetti e assumere responsabilità professionali. Un dettaglio tutt'altro che secondario quando si valuta quanto tempo separa davvero la laurea dall'esercizio pieno della professione.
Le 7 differenze chiave tra ITS e università
Veniamo al confronto operativo. Abbiamo selezionato i sette assi che davvero contano nel prendere la decisione sulla scelta del percorso più adatto a te tra i 2.
Durata del percorso: 2 anni vs 3-5 anni
I percorsi ITS durano due anni (quattro semestri), per un monte ore complessivo di 1.800-2.000 ore. Esistono percorsi triennali in casi particolari, che rilasciano un titolo di VI livello EQF, ma sono l'eccezione. Nel caso di ITS Academy Green Tech, la durata è biennale per tutti i sette corsi attivi, con 1.800 ore complessive distribuite tra aula e stage.
L'università richiede tempi decisamente più lunghi. Una laurea triennale dura tre anni nominali, ma il tempo medio reale di conseguimento è superiore. Se aggiungi la magistrale, arrivi a cinque anni, e per professioni come medicina o architettura il percorso si allunga ulteriormente con specializzazioni obbligatorie. La differenza, in termini pratici, è enorme: con un ITS sei pronto a lavorare a 20-21 anni, mentre con una magistrale il primo impiego strutturato arriva intorno ai 24.
Approccio didattico: learning-by-doing vs studio teorico
Negli ITS la legge prevede che almeno il 50% dei docenti provenga dal mondo del lavoro e delle professioni. In molte fondazioni, tra cui la nostra, questa quota arriva fino al 90%. Significa che in aula trovi imprenditori, manager, tecnici specializzati e professionisti che portano problemi reali, casi aziendali concreti e know-how operativo. La metodologia si basa sul learning-by-doing: laboratori, project work, simulazioni, lavori di gruppo e progetti commissionati dalle aziende partner.
All'università il corpo docente è composto principalmente da professori strutturati, ricercatori e accademici che svolgono attività di ricerca e didattica. Le lezioni sono prevalentemente frontali, con dispense, manuali e bibliografia di riferimento.
Si tratta semplicemente un approccio diverso: ti allena a leggere, analizzare, costruire ragionamenti complessi, sviluppare pensiero critico. Sono competenze che non hanno scadenza ma che richiedono tempo per sedimentarsi.
Stage e tirocini: 30-35% del monte ore vs durata variabile
Negli ITS lo stage è obbligatorio per legge e copre almeno il 30-35% delle ore totali del corso. Si tratta di un'esperienza strutturata, prolungata, integrata nel percorso didattico e non lasciata al caso. Nel caso di ITS Academy Green Tech parliamo di circa 700-720 ore in azienda, distribuite prevalentemente nel secondo anno, con la possibilità di svolgere parte dello stage all'estero grazie ai programmi di mobilità internazionale e alle borse Erasmus+.
All'università, invece, il quadro cambia. Il tirocinio curriculare esiste, ma non è obbligatorio per legge e non prevede un monte ore minimo fissato a livello nazionale: la sua struttura varia da ateneo ad ateneo e da corso a corso. Proprio per questo è importante conoscere bene il percorso di laurea che stai valutando e verificare in anticipo che la modalità di tirocinio offerta sia compatibile con le tue aspettative, soprattutto se cerchi un'integrazione diretta con il mondo del lavoro. Non mancano le eccezioni virtuose, a partire dalle lauree professionalizzanti che prevedono tirocini molto strutturati, ma raramente si raggiunge il grado di integrazione con l'azienda che caratterizza per costruzione il percorso ITS.
Costi: gratuità regionale vs tasse universitarie
I costi sono spesso il primo fattore che orienta la scelta, e qui la differenza è netta. I corsi ITS seguono un modello di finanziamento misto pubblico-privato, e la copertura varia da regione a regione. Se vuoi un quadro completo della voce economica, abbiamo dedicato un approfondimento a quanto costa l'ITS. In Piemonte, grazie al finanziamento regionale e ai fondi del PR FSE 2021-2027, i corsi sono completamente gratuiti. ITS Academy Green Tech, in particolare, eroga tutti i suoi sette percorsi senza alcun costo per lo studente.
In altre regioni può essere richiesto un contributo simbolico di iscrizione, comunque molto contenuto rispetto alle tasse universitarie. Per l'università, invece, le tasse di iscrizione dipendono dall'ISEE familiare e dall'ateneo scelto. Si va da poche centinaia di euro per le fasce ISEE più basse fino a 3.000-4.000 euro annui per le fasce alte negli atenei pubblici, con costi anche maggiori per le università private. Per una famiglia, su cinque anni di percorso, parliamo di cifre significative.
C'è poi una voce che vale per entrambi i percorsi e che spesso pesa più della retta stessa: le spese di spostamento e mantenimento. Se studi fuori sede, sia che tu frequenti un ITS sia che scelga l'università, devi mettere in conto alloggio, vitto, trasporti e materiali didattici. È un capitolo da valutare con attenzione, perché incide sul costo reale del percorso a prescindere dalla gratuità o meno della formazione in sé.
Sul fronte degli aiuti economici va fatta una distinzione. In Piemonte i corsi ITS sono già completamente gratuiti, quindi non esiste una retta da coprire con una borsa di studio. Per l'università, dove invece le tasse ci sono, sono disponibili le borse DSU (Diritto allo Studio Universitario) e altri strumenti regionali pensati per sostenere gli studenti con ISEE più basso.
Selezione di accesso: bando ITS vs immatricolazione universitaria
Per accedere a un ITS devi rispondere a un bando pubblico che apre le iscrizioni in una finestra temporale precisa (generalmente tra agosto e settembre). Ogni corso ha posti limitati (tipicamente 25 per classe), e la selezione si articola in prova scritta (logica, comprensione del testo, cultura generale e tecnica, talvolta inglese e informatica) seguita da un colloquio motivazionale orale. La graduatoria finale combina i punteggi delle due prove. L'elemento decisivo non è la preparazione tecnica iniziale, ma la motivazione e la coerenza del progetto professionale del candidato. Se vuoi prepararti adeguatamente, abbiamo raccolto suggerimenti utili nella nostra guida su come prepararti al test di ammissione ITS.
All'università la modalità di accesso varia a seconda del corso. Molti corsi sono ad accesso libero e prevedono solo un test di valutazione iniziale (TOLC o equivalenti) non sbarrante. Altri sono a numero chiuso: medicina, professioni sanitarie, veterinaria, architettura, alcune ingegnerie e diversi corsi internazionali. In questi casi serve superare un test selettivo nazionale o di ateneo, con graduatorie spesso molto competitive.
Titolo di studio: V livello EQF vs VI/VII livello EQF
Il titolo che ottieni al termine dell'ITS biennale è il Diploma Statale di Tecnico Superiore, con piena validità legale nazionale e riconoscimento al V livello EQF (European Qualifications Framework). Il diploma è corredato dall'EUROPASS diploma supplement, che garantisce la spendibilità del titolo in tutti i Paesi dell'Unione Europea. Per i percorsi triennali, il livello sale a VI EQF.
La laurea triennale universitaria è anch'essa al VI livello EQF, mentre la laurea magistrale raggiunge il VII livello EQF, e il dottorato di ricerca l'VIII livello. Significa che, dal punto di vista del quadro europeo, un ITS biennale (V EQF) si colloca un gradino sotto la laurea triennale (VI EQF), ma con una specializzazione tecnica verticale che permette un accesso diretto a professioni tecniche ad alta qualificazione.
Se vuoi capire meglio cosa significhi questo sistema di livelli, abbiamo dedicato un approfondimento specifico al livello EQF e uno al diploma di tecnico superiore V livello EQF.
Sbocchi e occupazione: dati a confronto
Qui i dati parlano chiaro, e vale la pena guardarli con attenzione. Secondo l'ultimo monitoraggio INDIRE 2025, che analizza i diplomati 2023 con l'inserimento lavorativo rilevato entro dicembre 2024, l'84% dei diplomati ITS risulta occupato a un anno dal conseguimento del titolo. Ma il numero che fa davvero la differenza è un altro: il 93% di chi lavora lo fa in un ruolo coerente con il percorso di studi svolto, segno di una formazione tarata con precisione sulle esigenze reali delle aziende. Anche sul fronte della stabilità il quadro è incoraggiante: il contratto a scadenza resta la forma d'ingresso più diffusa (39,1%), mentre il 34,3% dei diplomati può già contare su un tempo indeterminato o su un'attività autonoma in regime ordinario, e la parte restante rientra nell'apprendistato.
Per l'università il confronto omogeneo va fatto con il rapporto AlmaLaurea 2025, che fotografa i laureati 2023 nello stesso arco temporale. A un anno dal titolo il tasso di occupazione si attesta al 78,6%, un valore identico per i laureati di primo e di secondo livello e in netta crescita rispetto alle rilevazioni precedenti. La prospettiva cambia però allargando l'orizzonte: a tre anni dal titolo l'occupazione sale al 90,0% per il primo livello e all'88,9% per il secondo, e a cinque anni raggiunge il 92,8% e l'89,7%.
Cosa ci dicono questi numeri? Due cose, principalmente. La prima è che gli ITS garantiscono un inserimento rapido e soprattutto mirato: a un anno dal titolo più di otto diplomati su dieci lavorano già, e quasi tutti in un ruolo coerente con la formazione ricevuta, un livello di pertinenza che è tra i tratti più riconoscibili del modello ITS. La seconda è che l'università esprime il suo potenziale nel medio-lungo periodo: a tre e a cinque anni dal titolo i tassi occupazionali diventano molto alti, frutto di un percorso che costruisce competenze ad ampio spettro e che spesso prosegue con la magistrale. Detto in modo semplice: l'ITS accorcia i tempi e centra il bersaglio fin da subito, la laurea costruisce un capitale che dà i suoi frutti su un orizzonte più lungo. Se ti interessa approfondire le prospettive retributive del tecnico superiore, abbiamo dedicato una guida specifica al tema dello stipendio e del valore di mercato di questa figura professionale.
Come scegliere tra università e ITS: il framework in 5 domande
Arrivato a questo punto hai le informazioni di contesto. Ora però serve un metodo per applicarle al tuo caso specifico. Le scelte fatte con generiche valutazioni di "aspirazioni personali" finiscono spesso per essere indecisioni mascherate. Ti propongo invece cinque domande operative, da affrontare una alla volta.
Vuoi iniziare a lavorare entro 2 anni o accetti un percorso lungo?
Questa è la domanda più semplice ma anche la più ignorata. Se hai bisogno (o desiderio forte) di lavorare subito dopo il diploma entro un orizzonte di due anni, l'ITS è la scelta naturale: a 20-21 anni avrai un diploma riconosciuto in Europa, un'esperienza concreta in azienda e con buona probabilità un contratto in mano. Se invece sei nelle condizioni di investire cinque anni o più nella formazione, l'università apre opportunità che l'ITS non può dare, in particolare quelle legate ai ruoli accademici, di ricerca o dirigenziali di alto profilo.
Hai già un'idea chiara del settore o vuoi mantenere opzioni aperte?
Gli ITS richiedono una scelta vocazionale relativamente precisa. Iscriversi a un corso per Energy Manager o per Building Manager significa puntare con decisione su un settore specifico, anche se le competenze acquisite restano spendibili in più contesti. L'università, soprattutto nei primi anni della triennale, lascia margini di esplorazione maggiori: puoi cambiare corso, riorientarti, scoprire interessi inattesi. Se sei in una fase di esplorazione e non hai ancora maturato una direzione chiara, la maggiore ampiezza universitaria può essere un vantaggio. Se invece hai le idee chiare, l'ITS ti porta a destinazione più velocemente.
La professione che ti interessa richiede una laurea?
Alcune professioni sono regolamentate e richiedono obbligatoriamente una laurea per l'iscrizione all'albo. Medico, avvocato, ingegnere, architetto, psicologo, commercialista, notaio: per tutte queste figure il percorso universitario non è opzionale. Il diploma ITS non sostituisce la laurea ai fini dell'accesso a queste professioni.
Esistono però alcune sfumature importanti. Per la professione di Geometra, il diploma ITS biennale è riconosciuto come equivalente al praticantato ai fini dell'accesso all'esame di Stato, a condizione di possedere anche il diploma di maturità tecnica specifico (ai sensi dell'art. 55, comma 3, del DPR 328/2001). Non dà accesso diretto all'albo, ma sostituisce un passaggio formativo obbligatorio.
Diverso è il caso del Perito industriale. Qui l'accesso alla professione richiede un titolo di VI livello EQF, che però corrisponde a una laurea triennale in discipline specifiche (le classi normate dai D.M. 509/99 e D.M. 270/04), a cui si aggiungono tirocinio ed esame di Stato. Attenzione a non fare confusione: un ITS triennale, pur collocandosi anch'esso al VI livello EQF, non dà comunque accesso alla professione di Perito industriale, perché la legge richiede proprio una laurea nelle classi indicate e non un titolo equivalente solo per livello.
In ambito impiantistico, tuttavia, il quadro si apre. Il DM 37/08 prevede comunque che il diploma ITS biennale di V livello EQF consenta di svolgere numerose attività professionali nel settore degli impianti, senza la necessità di conseguire ulteriori titoli. È un esempio concreto di come, in determinati ambiti tecnici, il diploma di tecnico superiore abbia già di per sé una piena spendibilità operativa.
Impari meglio facendo o studiando?
Conosciti. Se ricordi che a scuola le ore che ti rendevano più produttivo erano quelle in laboratorio, in officina o sul campo, e ti sei sempre annoiato con i manuali, l'ITS è probabilmente il contesto in cui darai il meglio. La sua struttura è costruita su mani e progetti, non su pagine da memorizzare. Se invece sei tipo da biblioteca, ti piace leggere, costruire ragionamenti complessi, scrivere tesi articolate, l'università sfrutterà al meglio le tue inclinazioni. È un dato di stile cognitivo che spesso conta più delle preferenze dichiarate.
Quali sono le opportunità economiche del tuo territorio?
Questo è un fattore sottovalutato. Gli ITS lavorano con partnership dirette con il tessuto produttivo locale: in Piemonte, ad esempio, c'è una concentrazione importante di aziende del settore green tech, edilizia sostenibile e transizione ecologica, con una domanda di figure tecniche specializzate che cresce ogni anno. Un ITS in questo contesto significa stage in aziende reali, contatti diretti con potenziali datori di lavoro e l'occupabilità altissima sul territorio.
L'università offre invece una mobilità più ampia: una laurea di un ateneo italiano è spendibile in tutta Italia (e in Europa) senza vincoli territoriali. Se hai una vocazione settoriale forte e il tuo territorio offre opportunità concrete in quel settore, l'ITS valorizza al massimo questo radicamento. Se invece pensi che farai esperienze in più città o paesi, l'università ti dà più flessibilità geografica.
ITS e università si escludono? La possibilità di combinare i due percorsi
C'è un equivoco molto diffuso che vale la pena chiarire. Scegliere un ITS non significa rinunciare per sempre all'università, e laurearsi non preclude l'iscrizione successiva a un ITS. I due percorsi possono coesistere, sommarsi, integrarsi. Anzi, sempre più spesso lo fanno, in entrambe le direzioni.
Dall'ITS all'università: riconoscimento dei CFU
I diplomati ITS che decidono di proseguire con un percorso universitario possono ottenere il riconoscimento di crediti formativi (CFU) in vista del conseguimento della laurea di primo livello. Il numero esatto di crediti riconosciuti dipende dall'ateneo, dal corso di laurea scelto e dalla coerenza tematica con il percorso ITS svolto.
In molti casi parliamo di una quantità significativa, talvolta fino alla metà dei crediti richiesti per la laurea triennale.
L'esempio pratico è quello di un diplomato ITS Academy Green Tech indirizzo Energy Manager che decide di iscriversi a Ingegneria energetica o Ingegneria per l'ambiente e il territorio: spesso si vede riconosciuti crediti per esami di base e tecnici, accelerando il percorso. Se questo è un tema che ti interessa, abbiamo dedicato un articolo specifico a continuare con l'università dopo l'ITS con tutti i dettagli sulle modalità di riconoscimento.
Dalla laurea all'ITS: specializzazione operativa post-laurea
Esiste anche il percorso inverso, e sta diventando sempre più comune. Molti laureati, anche con titoli magistrali, scelgono di iscriversi a un corso ITS per acquisire competenze pratiche immediatamente spendibili e per costruire un network professionale concreto. È particolarmente frequente in aree come il digitale, il marketing, le energie rinnovabili e l'edilizia sostenibile.
Il vantaggio di questa combinazione è duplice. Da un lato, la laurea garantisce la formazione teorica e culturale ampia che alcuni datori di lavoro richiedono. Dall'altro, l'ITS colma il gap operativo che spesso separa il neolaureato dalle esigenze concrete delle aziende, accelerando l'inserimento e arricchendo il profilo professionale.
ITS o università: l'esempio del settore green e dell'efficienza energetica
Concludiamo con un caso concreto, perché le scelte si vedono meglio applicate a un settore reale. Il comparto del green e dell'efficienza energetica è uno dei più dinamici dell'economia europea e italiana, sostenuto da obiettivi climatici vincolanti al 2030, dagli investimenti PNRR e da una domanda di figure tecniche qualificate che cresce ogni anno. In Piemonte, in particolare, il settore vive una trasformazione industriale profonda, con aziende attive nell'edilizia sostenibile, negli impianti energetici e nelle energie rinnovabili che faticano a trovare profili adeguatamente formati.
Se ti orienti verso questo settore, la scelta tra ITS o università assume contorni più definiti. Una laurea in Ingegneria energetica o in Ingegneria edile-architettura ti dà una formazione teorica solida, ti apre porte verso ruoli progettuali e dirigenziali, e ti consente di accedere all'albo professionale degli ingegneri (con magistrale ed esame di Stato). Sono percorsi che richiedono cinque anni e che valorizzano chi ha una forte propensione teorica.
Un ITS green tech, invece, ti porta a essere operativo in due anni, con competenze tecniche verticali e una rete di contatti aziendali costruita durante il percorso. ITS Academy Green Tech, riferimento piemontese per questo settore, offre sette percorsi distribuiti su tre aree: edilizia sostenibile (Project Manager, Design Specialist, Building Manager, Innovation Manager), impianti energetici (corso Energy Manager, Tecnico Impianti Energetici) e marketing green (Marketing Manager). Tutti i corsi sono gratuiti e progettati in collaborazione con le aziende del territorio.
Se vuoi esplorare nel dettaglio l'offerta dei corsi ITS in Piemonte o approfondire il mondo degli ITS energia e green tech, abbiamo guide dedicate per ciascun ambito.
La scelta giusta è quella che si allinea al tuo progetto
Arrivati a questo punto la risposta alla domanda "ITS o università" dovrebbe essersi un po' chiarita. Non è una questione di percorso migliore in assoluto, ma di percorso più adatto al tuo specifico progetto professionale e personale. I tre criteri principali da considerare restano sempre gli stessi: l'orizzonte temporale entro cui vuoi iniziare a lavorare, la chiarezza vocazionale sul settore di interesse, e il tuo approccio personale all'apprendimento (più operativo o più teorico).
Ricorda anche che i due sistemi non si escludono. Puoi sceglierne uno oggi e integrarlo con l'altro più avanti, sia che parti dall'ITS sia che parti dall'università. La rigidità delle scelte definitive appartiene più alle ansie del momento che alla realtà dei percorsi formativi reali.
Se vuoi confrontarti con qualcuno per fare una scelta più consapevole, il nostro servizio di orientamento è gratuito e pensato proprio per aiutare studenti e famiglie a valutare le opzioni in modo personalizzato. In alternativa, partecipare a un open day ti permette di vedere dal vivo aule, laboratori e di parlare direttamente con docenti, tutor e studenti.
Domande frequenti su ITS o università



